CERIMONIA PER L'EQUINOZIO D'AUTUNNO
Ecco un esempio di cerimonia druidica
per l’Equinozio d’Autunno.
«Il raccolto è completato; è un momento d’accettazione
di tutto ciò che abbiamo e di ciò che ci manca, un momento
di riflessione su ciò che abbiamo realizzato.
È forte l’elemento Acqua, il flusso e riflusso delle maree,
mentre noi ci mettiamo nell’ovest del nostro cerchio sacro, cercando
di capire i misteri dell’equilibrio.
È il momento per scambiarsi doni di abbondanza e forza, il
momento in cui i partecipanti portano al rito offerte e regali per gli
altri e per gli Dei.
Nella cerimonia [e per chi non è un druido, anche semplicemente
nei nostri pensieri di tutti i giorni ] rendiamo grazie per i frutti
della terra e per la bontà della Dea Madre. Così il ciclo
si completa e ritorniamo di nuovo al tempo di Samhuinn.
Alban Elued è posto a Occidente, quando l’energia si avvia ad
essere piuttosto favorevole al raccoglimento, al tranquillo raccolto
delle esperienze dell’estate.
In molti Boschi [luoghi di assemblee druidiche] è consueto
benedire e condividere cibi e bevande in tutti i riti festivi. Spesso si
tratta di una grande pagnotta rotonda, fatta in casa, e di idromele
(oppure sidro, vino o birra) fatto passare in un cerchio dentro un corno
per bere.
Dopo aver reso grazie alla Dea del territorio e al signore della luce,
dopo aver riconosciuto l’alchimia che trasforma il grano in pane e il
nettare dei fiori in idromele, la congregazione invocherà la
benedizione del pane e del corno.
Il primo pezzo di pane, il primo sorso di idromele sono restituiti al
suolo, alla Madre Terra, agli spiriti del luogo, e se indicato per il
rito se ne consegnano altri agli antenati attraverso le fiamme del
fuoco.
Se il Bosco non celebra questo banchetto a ogni rito, quasi sempre lo
farà all’Equinozio d’Autunno.»
dal sito trigallia.com