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TECNICA DEL CAMMINARE IN FILA INDIANA

 

Victor Sanchez
Usi speciali dell'attenzione (da" Gli insegnamenti di Don Carlos")
Edizioni Il Punto d'Incontro, 1995 (pag. 144 -155)

Uno dei fattori che nutrono il dialogo interno e che manteniamo la nostra attenzione su di esso, cosa che l'uomo comune fa tutto il tempo. Poiché la voce del dialogo interno e la voce dell'ego, possiamo dire che si tratta della tendenza ossessiva dell'ego a focalizzarsi su se stesso
Percio qualunque tecnica volta a deviare la nostra attenzione da questa fabbrica di parole interiore, se continuata per un tempo sufficiente, tende a sospendere il dialogo. Ovvero, se non le si presta attenzione, la mente si azzittisce. La ridirezione dell'attenzione e l'elemento chiave di quasi tutti gli esercizi per fermare il dialogo interno.
Usando questa informazione come base, ognuno puo inventarsi da solo i suoi esercizi.

Camminare in fila indiana


La fila indiana e una variante della camminata dell'attenzione destinata a essere praticata da piu persone. Si chiama cosi perché gli indigeni di molte parti del mondo (che sanno parecchie cose sia sul camminare che sull'attenzione) camminano in questo modo. Io personalmente ho imparato da loro. Questa e una delle mie tecniche preferite, non solo per i molti momenti magici che mi ha permesso di vivere, ma anche perché rende possibile unire l'energia e l'attenzione dei partecipanti, producendo un risultato totale maggiore della semplice somma delle parti. Normalmente questa e la maniera migliore di camminare in gruppo, specialmente in posti disabitati ed e indispensabile se il terreno e poco familiare. Garantisce inoltre il giusto stato di vigilanza. La camminata ha particolari implicazioni tra gli indios e ci sono delle differenze basilari con il camminare degli occidentali. Come occidentali, tendiamo a pensare che lo spostamento possieda due punti principali: l'inizio e la fine. Cosi un víaggio qualunque, sia a piedi che su un veicolo, diventa privo di interesse nei tratti intermedi. Quello che conta e arrivare, quanto prima tanto meglio.
Camminare serve solo per arrivare e quindi, lungo l'itinerario, la caratteristica predominante sara l'ansia di arrivare. Oppure, al contrario, I'ansia per cio che si e lasciato indietro. Il fatto e che l'uomo moderno ha una seria difficolta a collocarsi dove realmente si trova: qui e ora. Cosi in occidente la camminata, nella misura in cui e solo un mezzo per raggiungere un posto, e di solito faticosa e si desidera che termini al piu presto possibile.
Ma la fatica dipende piu dall'energia sprecata che dall'energia necessaria per camminare. Sprechiamo energia soprattutto concentrandoci sui nostri pensieri invece che sull' azione reale del nostro corpo. Camminare in modo disattento non solo stanca, ma e anche pericoloso. Per questo la maggior parte delle persone hanno paura di camminare in posti che non conoscono, di camminare di notte, o semplicemente di camminare in generale.
E' tipico, quando si cammina, pensare a cio che abbiamo lasciato indietro (il passato), o a cio che supponiamo ci aspetti (il futuro), ma difficilmente riusciamo a situarci nella realta (il presente). L'indio al contrario, dopo secoli di viaggi a piedi, sa che una camminata e - oltre che un mezzo per arrivare da qualche parte - il mezzo per essere dove si e. Sa che e possibile e benefico camminare per camminare, per il puro godimento di muoversi. Se si dirige in qualche posto in particolare, sa che una camminata, per lunga che sia, e fatta di un passo alla volta. Si colloca nel presente e non si occupa del futuro, eccetto che per progettare una strategia. Ma una volta che l'ha decisa, si dimentica del futuro fino a quando questo non diventa a sua volta presente. E' per questo che l'indio, quando cammina, non guarda in avanti, o verso la cima della montagna che sta salendo, ma guarda la terra sotto i suoi piedi.
Se vuole ammirare il paesaggio, si ferma e lo ammira, per poi continuare a camminare. La camminata dell'indio e una camminata del qui e ora e non del prima e dopo.
Questo atteggiamento si riflette negli elementi della camminata in fila indiana, che sono:

• Una guida, che puo essere il leader del gruppo, il coordinatore, o qualsiasi partecipante che conosca bene il sentiero, oppure che sia in grado di assumersi la responsabilita di guidare il gruppo per la via migliore, a seconda delle condizioni in cui si realizza la camrninata.
• Camminare in una sola fila, cioe uno dietro l'altro. Ogni partecipante, a eccezione di chi apre la fila, si mantiene per tutta la camminata dietro quello che lo precede.
• La distanza tra i partecipanti deve essere costante. Un braccio di distanza puo essere ottimale. E fondamentale che ognuno mantenga strettamente la distanza, senza aumentarla ne diminuirla, malgrado le variazioni del terreno.
• Lo sguardo si mantiene fisso a terra sul passo che si sta facendo, senza guardarsi davanti o di fianco. Si puo delegare a chi apre la fila la responsabilita di scegliere il cammino, senza bisogno di guardare in avanti. Di fatto la vista e solo un referente secondario, giacché percepiamo con tutto il corpo
• Si cerchera di trovare un ritmo di gruppo, che puo essere condiviso attraverso la cadenza, suoni sincronizzati sui passi o con il respiro.
• Si evitera di pensare al punto di partenza o di arrivo e di guardare in avanti per "vedere quanto manca".
• Minimo due persone.

Commenti alla tecnica
Uno dei punti chiave di questa camminata e il mantenere un senso di unita che permetta di collegare l'attenzione e l'energia di tutti i partecipanti. Esistono due elementi principali per ottenere questo collegamento: mantenere scrupolosamente la distanza dalla persona che ci precede e adeguarsi - tutto il gruppo - a uno stesso ritmo. Se uno dei partecipanti non mantiene la distanza, e distratto e fuori ritmo, la catena si rompe e gli altri non potranno approfittare dei benefici addizionali della camminata in gruppo.